Vincenzo Giuliani, il medico e storiografo di Vieste

Il Settecento è stato definito il Secolo dei Lumi, cioè il periodo in cui prevalse in Europa quel movimento culturale, l'Illuminismo, che aveva l'intento di rischiarare e di liberare il campo della vita e del pensiero dall'oscurantismo del passato, dalle tradizioni e dalle superstizioni, facendo appello innanzitutto alle sperimentazioni scientifiche e ai documenti giacenti nelle polverose biblioteche.

Un compito specifico l'ebbero le monografie sulle storie locali e Vincenzo Giuliani fu uno dei primi in Italia a pubblicarle.

Chi era Vincenzo Giuliani? Era un medico viestano che ha esercitato con scrupolosità la sua professione, specie durante la condotta (all'epoca specificata come quella del medico dei poveri) affidatagli dal Decurionato. Dottore in Filosofia e Medicina (all’epoca inscindibilmente collegati), si era specializzato come dottor fisico, esperto nella sola Medicina.

Nacque a Vieste il 7 settembre 1734 (dove morì il 27 dicembre 1799) da Gaetano,dottore fisico originario di Pettorano (L'Aquila) e da Maria Basciani viestana. Compì i suoi studi a Napoli, dove nei ritagli di tempo ebbe modo di frequentare varie biblioteche e archivi di Stato.

Su consiglio del vescovo Niccolò Cimaglia, altro illustre viestano, e le sollecitazioni dello zio, il canonico Cesare Basciani, e del vescovo Maruca, nel 1768 dette alle stampe le MEMORIE STORICHE, POLITICHE, ECCLESIASTICHE DELLA CITTA' DI VIESTE.

libro giuliani

L'opera, che è un'attenta e scrupolosa disamina sullo studio del territorio, delle origini e delle vicende che hanno maggiormente segnato Vieste, è divisa in tre Libri, alla stessa guisa degli storici latini, con un linguaggio, anche se antiquato, semplice ed avvincente.

Nel Primo evidenzia la peculiarità del sito di Vieste, del clima, delle acque, degli animali che vivono nel territorio, delle piante che crescono spontaneamente e di quelle coltivate, con particolare richiamo all'uso che se ne fa in medicina e nell'alimentazione, e conclude con le ipotesi sulle origini della città e sulle vicende storiche succedutesi fino a tutto il primo millennio.

Nel Secondo Libro, con una intensa carrellata, sintetizza magistralmente gli avvenimenti che hanno interessato la nostra città dall'avvento dei Normanni fino ai suoi giorni, riportandovi documenti preziosi,ancora oggi oggetti di studio, e mettendo in risalto le personalità dei vescovi che si sono alternati nel governo della Chiesa viestana.

Nell'ultimo Libro si sofferma sull'attività del Clero e delle mansioni del Vescovo, sull'ubicazione e origini delle varie chiese e, a conclusione, riporta gli Statuti, raccolti alla fine del ‘600 dall'arcidiacono Giuseppe Pisani, altro emerito viestano, ma che da tempi immemorabili hanno guidato il Decurionato nell'amministrazione della città e educato i cittadini al rispetto delle leggi.

Vincenzo Giuliani può legittimamente definirsi l'autentico storico della nostra città e la sua opera è fondamentale per la conoscenza delle nostre radici, per cui rimane l'unica vera fonte di riferimento a cui attingere e ispirarsi.

Diversi autori di Bibliografie di scrittori del Regno di Napoli,come Soria, Giustiniani, Destephanis, Villani, oltre alla Storia diVieste riportano del Giuliani anche le seguenti opere inedite: Annali di Sulmona, Del piano di cinque miglia, Delle ruine ed antiche lapidari e iscrizioni di Corfinio, Storia dei Peligni.

Matteo Siena

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