Il Fazzini - Giuliani a Foggia per la Giornata della Memoria e dell'Impegno...

 ...in memoria delle vittime innocenti di tutte le mafie

 23 Giornata contro mafie

Anche quest’anno alcuni degli studenti del terzo, quarto e quinto anno del Liceo Scientifico “Fazzini-Giuliani”,guidati dal prof. Salvatore Gambuzza e dalla prof.ssa Giovanna Rossi, hanno partecipato alla giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie tenutasi a Foggia il 21 marzo 2018. L’evento, organizzato dall’associazione Libera, ha per obiettivo quello di sensibilizzare l’intera popolazione ad un tema tanto delicato quanto presente nel nostro territorio. Proprio la scelta della città di Foggia sottolinea quanto la mafia sia radicata nel Gargano, qualsiasi nome le si voglia dare.

La manifestazione ha avuto inizio quando migliaia di ragazzi si sono riversati fra le strade della città, con striscioni, bandiere e grida di denuncia. Ai 950 nomi delle vittime innocenti della mafia letti sul palco, segue l’intervento didon Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che ha insistito sul dovere morale dei cittadini di assumere una ferma posizione contro la criminalità organizzata, contro l’omertà. Nel pomeriggio, cinque sono i seminari tenutisi riguardo al fenomeno mafioso. La nostra scuola ha partecipato,presso il liceo classico Lanza, al seminario “Mafie d’ambiente: agromafie, ecomafie, caporalato”. Fra gli interventi più forti vi è quello di Gian Carlo Caselli, ex-magistrato che ha dedicato la sua vita alla lotta contro mafia e terrorismo.Gli esperti hanno esposto ai presenti la situazione critica della Puglia circa le infiltrazioni mafiose nel proprio territorio, soffermandosisul fenomeno delle cave e delle discariche abusive, considerate fino a poco fa un reato minore, e in particolar modo sul caporalato, un sistema di reclutamento di manodopera a basso costo attuato nel meridione, che si traduce in vero e proprio sfruttamento. Il vero problema, però, è considerare tutto ciò sempre come qualcosa di esterno, come se fosse sempre un famoso Qualcun Altro ad essere il criminale. Come si può pensare di risvegliare le coscienze del popolo se prima non si parla dell’uomo e non si afferma che ognuno di noi può potenzialmente essere un mafioso? Questa la domanda che, fra tutte, ha colpito maggiormente noi ragazzi: indagando nel nostro quotidiano possiamo vedere come anche noi agiamo puntualmente per i nostri interessi, anche venendo meno alle norme che regolano il corretto vivere civile.

Alle 17:30, conclusasi la manifestazione, centinaia di ragazzi si aggiungono a coloro che hanno consapevolezza del problema. L’educazione alla legalità è fondamentale per insegnare ai giovani a non aver paura, a costruire una nuova società fondata sul giusto, fino a debellare la pestilenza mafiosa dal territorio e dall’uomo.

Carla Pecorelli - Lucia Ruggieri

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